Mal di schiena, possiamo risolvere?
Mal di schiena, possiamo risolvere?
Il mal di schiena è una problematica molto frequente che colpisce quasi l’80% degli adulti, essa si presenta come un dolore localizzato nella parte bassa della schiena e il gluteo, a volte estendendosi per la gamba (Magee,2016)
Iniziamo col dire che ogni struttura della zona bassa della schiena può causare dolore, andare ad associare una specifica conseguenza a quel tipo di sintomatologia, non è accurato, questo poiché la genesi di questa problematica è multifattoriale.
Nel contesto di ernie e protrusioni, possiamo dire che non è direttamente associabile all’insorgenza del dolore, questo poiché esistono soggetti che nonostante hanno queste alterazioni discali, non soffrono. Quindi andare ad effettuare un esame diagnostico e scoprire che avevamo un ernia/protrusione, non va a identificare correttamente la conseguenza (Brinjikji,2015).
Nella maggior parte dei casi soggetti che soffrono di mal di schiena presentano atrofia, scarsa attivazione e precoce affaticamento dei muscoli erettori spinali e multifidi, questo pone maggiore stress su strutture come dischi e le articolazioni.
COME PROCEDERE?
Appurato che il mal di schiena non ha un'unica conseguenza, passiamo al dire che l’utilizzo di precauzioni come: “Non andare in palestra che è peggio, Non sollevare pesi elevati, Meglio se fai altro…”
Sono modalità di comunicazioni scorrette che comportano un’insorgenza di condizioni, come paura, ansia di muoversi e quindi l’instaurarsi di condizioni croniche (Daykin,2004;Poiraudeau,2006;Alyousef,2018)
L’unica vera raccomandazione per chi soffre di mal di schiena è il movimento, stare a riposo permette solamente di attenuare il dolore ma la problematica di base non è stata risolta, questo poiché non si è trovato un “modo” per contrastare questa insorgenza di dolore ma la si è solo aggirata (Roncari,2020)
Gli step per proseguire sono 3:
1-Nella fase acuta proporre stretching, massaggi, mobilizzazione, risultano “Inutili” questo poiché la “contrattura” che si percepisce e un meccanismo fisiologico di protezione, andarlo a contrastare andrebbe a rallentare la guarigione (Roncari,2020)
2-Tornare a muoversi nel modo più precoce possibile e nel modo più sensato, con la lenta progressione dei fattori di stabilità (Roncari,2020)
3-Progressivo aumento della tolleranza al carico, così da rinforzare la zona lesa, Mobilizzazione della zona dolente (Roncari,2020)
C’è da dire però che se pensiamo di risolvere il tutto in 1 ora di palestra al giorno per pochi giorni e il resto delle 23 ore passarle, con posture “scorrette” oppure “fermi”, siamo sulla strada sbagliata. Non esistono formule magiche, ma solo la corretta gestione dei parametri da parte del professionista e anche del soggetto, che dovrà collaborare per una corretta risoluzione della problematica.
QUALE ESERCIZI PROPORRE?
Possiamo proporre tutti gli esercizi se posti con le giuste condizioni, però ci sono alcune tematiche da affrontare:
Esercizi che pongono un’inclinazione del tronco in avanti con carico, o forze compressive come bilanciere sulle spalle potrebbero causare fastidi; invece, esercizi posti da seduti (non sempre), stesi a pancia in su (supini) oppure in piedi, sarebbero da prediligere poiché pongono minore stress sulla zona colpita (Roncari,2020)
Andare a demonizzare esercizi come lo Stacco, lo Squat e varianti, è completamente sbagliato, se svolti correttamente questi esercizi portano benefici sula corretto rinforzo della muscolatura posteriore, e quindi aiutare alla risoluzione della problematica
Se questi esercizi nella fase acuta possono sembrare la “causa” è buona cosa proporli con una gradualità in termini sia di ROM che di carico, quindi Box Squat a diverse altezze, possono far riprendere fiducia al soggetto, e nello stesso momento è buona cosa effettuare una progressione di carico.
Stessa cosa per lo Stacco, andarlo a proporre ad alcuni cm di altezza dal terreno sarebbe una cosa ottima, stesso discorso dello Squat per quanto riguarda il carico, questi piccoli accorgimenti fanno si che il soggetto, riprenda il movimento, riprenda consapevolezza per quei movimenti che considerava deleteri, così da stimolare non solo la muscolatura ma anche la “mente” per una corretta risoluzione ed un ritorno sereno alla quotidianità.
Se questo non vi è chiaro, vi consiglio sempre di affidarvi a dei professionisti che vi saranno indirizzare verso una corretta risoluzione della problematica.
Autore: Giuseppe Lentino, 2024
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